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Per una politica culturale di sinistra

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Di Nathalie Olah da Jacobin Gran parte della nostra cultura contemporanea lavora per negare l'esistenza di classe e disuguaglianza, allo stesso tempo in cui le sue strutture di nepotismo e stage non retribuiti mantengono emarginate le voci della classe operaia. Dobbiamo lottare contro il controllo nel punto di produzione culturale. L'ingannevole retorica dell'assenza di classe ha permeato i sistemi politici a due partiti sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito dai tempi di Reagan e Thatcher. Fu il loro colpo da maestro: proteggere la loro ideologia neoliberista in un muro di retorica del “senso comune” e della cosiddetta meritocrazia, offuscando in tal modo le cause della povertà e della disuguaglianza e ponendo l'onere del fallimento delle ingiustizie strutturali e sociali direttamente sull'individuo. Ma negli ultimi anni, sia gli Stati Uniti che il Regno Unito hanno visto un risveglio della coscienza di classe, uno che cerca di spiegare queste ingiustizie lampan...

Il lavoro degli altri

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C'è un popolo - quelli che vanno al lavoro ogni giorno - che si sente escluso dalla generale manovra di sicurezza collettiva che consiglia di isolarsi, di non uscire, di evitare contatti; o almeno si sente coinvolto da questa manovra di salvaguardia solo a scartamento ridotto, part-time, nel tempo libero, prima e dopo il lavoro. Come se funzionasse una cautela a metà. se vuoi leggere l'articolo di Ezio Mauro vai su Rep:

l'uguaglianza non è più un valore

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“La ragione fondamentale per cui in alcune epoche della mia vita ho avuto qualche interesse per la politica o, con altre parole, ho sentito, se non il dovere, parola troppo ambiziosa, l’esigenza di occuparmi di politica e qualche volta, se pure più raramente, di svolgere attività politica, è sempre stato il disagio di fronte allo spettacolo delle enormi disuguaglianze, tanto sproporzionate quanto ingiustificate, tra ricchi e poveri, tra chi sta in alto e chi sta in basso nella scala sociale, tra chi possiede potere, vale a dire capacità di determinare il comportamento altrui, sia nella sfera economica sia in quella politica e ideologica, e chi non ne ha”[1]. Così scriveva Norberto Bobbio, filosofo e giurista, negli ultimi anni della propria vita. ti proponiamo la lettura dell'articolo di Marco Bersani per italia.attac.org