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Uno Maggio Taranto

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“Non cominciamo il nostro intervento da egoisti parlando solo a nome dei lavoratori. No, io dico Taranto”. Sono queste le prime parole che pronunciò Cataldo Ranieri entrando, a bordo di un tre ruote, in Piazza della Vittoria (a Taranto) quel 2 agosto 2012. In questi giorni in cui la stampa nazionale ha acceso i riflettori sul Primo Maggio che questo Comitato organizza, con non pochi sacrifici, è l’evento musicale a prendere il sopravvento. Non dobbiamo mai dimenticare, però, da dove si è partiti. Quello di Taranto non è un concerto “normale”, da mettere a confronto con altri che si realizzano in giro per l’Italia. Nessun cantante quel giorno percepirà un cachet proprio perché non vengono per intrattenere ma per stringersi intorno ad una lotta. Tutto iniziò quel giorno durante la manifestazione dei tre sindacati, Cgil, Cisl e Uil, corsi al capezzale dell’Ilva a cui la Magistratura voleva contestare il mancato rispetto della legge. ll Comitato è nato qualch...

Pesci giusti nel mare sbagliato

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di Giovanni Moro – sociologo In questi giorni imperversano sui giornali e nei media le discussioni su cosa sono e su cosa dovrebbero fare i ragazzi-sardina e i molti che, un po’ ovunque in Italia, hanno raccolto il loro appello. Giornalisti più o meno acculturati, scienziati sociali sempre sul pezzo, politologi improvvisati, vecchie glorie del ’68 che non mancano mai, padri di fallimentari esperienze del passato, ex oracoli fuori moda, leader di micropartiti alla ricerca di un nuovo popolo, sono tutti lì a proporci una massiccia dose di parole in libertà. Le voci serie, che pure ci sono, rappresentano una quota decisamente minoritaria in questo coro. Io non entro nel merito di questa discussione non solo perché la trovo stucchevole, ma soprattutto perché non ne so abbastanza e perché chi porta in piazza le persone – specialmente le persone normali – merita sempre rispetto e attenzione e mai presupponenza o paternalismo. Voglio solo annotare la riduzione, che domina il dibatti...